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Roma il Simposio Mondiale Islamico sui Diritti dell'uomo
Il Simposio si e' tenuto a Roma il 25-27 febbraio 2000 al Centro
Islamico Culturale d'Italia, promosso dalla Lega Musulmana Mondiale,
con sede nella citta' sacra di Makkah in Arabia Saudita.
Presenti oltre 200 delegati di 43 paesi, con rappresentanti
governativi ed esperti di diritto esponenti religiosi della
cultura e delle organizzazioni umanitarie islamiche.
Scopo
del Simposio era di esaminare il progresso raggiunto nel campo
dei Diritti dell'uomo in tuto il mondo, sia nel contesto islamico
che in uno di piu' vaste dimensioni storiche, nonche' di proporre
miglioramenti all 'attuale sistema internazionale di leggi,
ordinamenti e dichiarazioni esistenti. Cio' anche per poter
meglio affrontare gli effetti devastanti degli attuali conflitti
nel mondo in Medio Oriente.
L'Islam, che e' una religione fondata sui diritti e sui doveri
dell'individuo e viene praticata da quasi un miliardo di credenti
nel mondo, e' in grado di offrire un importantissimo contributo
al dibattito internazionale sui Diritti dell'Uomo.
Kofi Annnan, Segretario delle Nazioni Unite, nel suo messsaggio
inviato al Simposio, ha dichiarato: "i diritti dell'Uomo
sono l'espressione delle tradizioni di tolleranza di tutte
le culture che hanno alla loro base la pace e il progresso.
Tali diritti, propriamente intesi e correttamente interpretati,
non sono estranei ad alcuna cultura e hanno profonde radici
in tutte e nazioni". Kofi Annan ha anche citato le paorle
dell'Imama Ali, che fu il quarto califffo dopo il Profeta
Muhammad, il quale insegno' al governatore d'Egitto ad amministrare
con clemenza e con tolleranza tutti i suoi sudditti",
poiche', egli disse, "I tuoi sudditti
sono i tuoi
fratelli nella religione o i tuoi simili nella creazione".
Il Simposio di Roma si e' svolto in tre giorni con cinque
sessioni di lavoro. Sono stati discussi tredici documenti
sui tre temi fondamentali dei diritti dell'uomo. Il primo
esamina i Diritti dell'Uomo attraverso le costituzioni, le
convenzioni e gli statuti; il secondo i Diritti dell'Uomo
nell'ambito delle situazioni e questioni di natura ampia;
il terzo tratta specificatamente l'applicazione dei Diritti
dell'Uomo da parte dell'Islam.
I rapporti hanno trattato i seguenti temi:
- Diritti dell'Uomo e sviluppo
- Diritti dell'Uomo ed i grandi interrogativi mondiali
- Diritti dell'Uomo fra teoria e pratica
- Diritti dell'Uomo secondo gli insegnamenti Islamici
- La prospettiva islamica dei Diritti e dei doveri dell'Uomo
- Il punto di vista dell'Islam sulla dichiarazione dei Diritti
dell'Uomo
- Accertamento della prova e la confessione nella Legge Islamica
- Il diritto dell'autodifesa dell'accusato nell'Islam
- I diritti della donna nell'Islam
- I diritti dell'infanzia nell'Islam
- L'islam e i diritti dell'uomo; il punto di vista occidentale
- I diritti dei non-musulmani negli stati islamici
- I diritti e la situazione delle minoranze islamiche nelle
societa' occidentali
Esaminati i contenuti delle convenzioni internazionali attualmente
in vigore, i delegati hanno concluso che esse sono essenzialmente
inadeguate allo specifico scopo di codificare i Diritti dell'Uomo
e quindi non sono in grado di soddisfare le aspettative ed
i bisogni dei popoli, essendo questi in continuo mutamento.
Il Simposio ha pertanto lanciato un appello ai governi mondiali,
alle istituzioni e alle organizzazioni internazionali per
avviare un processo di revisione delle varie dichiarazioni
e convenzioni sui Diritti dell'Uomo, cosi' da colmare ogni
lacuna e renderli adeguati ad affrontare le realta' odierne.
A tal fine sono stati enunciati i seguenti principi ritenuti
fondamentali per la garanzia degli stessi Diritti dell'Uomo:
- I Diritti dell'Uomo devono rispettare i credi e i valori
religiosi dettati da Dio per mezzo degli insegnamenti dei
suoi profeti e dei suoi messaggeri inviati sulla terra.
- Occorre associare diritti e doveri, attraverso concetti
basati sull'equilibrio tra le funzioni e le esigenze dell'Uomo
nella costruzione della famiglia e della societa', che non
siano contrari alla volonta' di Dio.
- Le Organizzazioni non governative possono apportare un contributo
significativo nell'aggiornare le convenzioni ed i principi
relativi ai Diritti dell'Uomo.
- E' necessario incoraggiare il dialogo tra le diverse culture
e civilta' per favorire lo sviluppo dei Diritti dell'uomo
al fine di promuovere una migliore comprensione ed allontanare
lo spettro dei conflitti armati.
- Ogni sforzo deve essere compiuto per eliminare le cause
delle discriminazioni attualmente esistenti tra gli uomini,
basate sull'etnia, sulla religione, sul colore della pelle,
sulla lingua e sulla nazionalita'.
Nell'esporre tali principi, l'obiettivo del Simposio e' stato
quello di mettere in evidenza che l'osservanza della Legge
Islamica offre garanzie che potrebbero essere di supporto
alla realizzazione dell'integrazione, della comprensione e
della stabilita' internazionale, cosi' come potrebbe avere
la capacita' intrinseca di restare essa stessa il punto di
riferimento verso un processo attivo per una reale attuazione
dei Diritti dell'Uomo. Il Simposio ha augurato ai presenti
ogni successo nella loro missione al servizio dell'Umanita',
in tutto il mondo.
A conclusione del Simposio di Roma sono stati enunciati
i seguenti 14 punti sui Diritti dell'Uomo:
1. L'Islam e' insieme una fede e una legge (Sharia). E' un
sistema integrato e globale per vivere sulla terra e per realizzare
la giustizia e la dignita' dell'uomo, proteggendo la sua dignita'
e assicurando la pacificia coesistenza tra le genti.
2. La dignita' dell'uomo e' un dono di Dio. Egli e' la fonte
dei Diritti dell'uomo e ci indica il termine di paragone in
base al quale devono essere valutati i comportamenti umani.
3. Gli uomini hanno la responsabilita' comune di adempiere
la volonta' di Dio sulla terra; essi quindi debbono cooperare
nella formulazione di leggi, regole e statuti che possono
guidare l'umanita' sul cammino del bene comune.
4. Scienza e tecnologia da un lato, e le religioni e i valori
morali dall'altro, debbono andare di pari passo per guidare
il progresso della conoscenza e della cultura verso la dignita'
dell'uomo, e verso l'esistenza pratica degli uomini sulla
terra.
5. Il rispetto delle differenze religiose, nello spirito
di tolleranza indicatoci da Dio, costituisce una giusta premessa
di cooperazione e coesistenza, che puo' contribuire ad assicurare
una vita serena e migliore per la societa'.
6. La famiglia, fondata sull'unione dell'uomo con la donna,
e' l'unita' di base e una delle piu' significative istituzioni
nella profonda struttura della societa'; il suo dovere e'
quello di formare generazioni responsabili.
7. Uomo e donna sono partner in tutti i campi della vita,
sulla base dei rispettivi doveri; in un rapporto di corretta,
reciproca cooperazione; e sul fondamento dei valori che debbono
salvaguardare la loro dignita.
8. Realizzare la giustizia fra i popoli, a prescindere dalla
nazionalita', dalla religione, dall'etnia, dal colore della
pelle, dal sesso, e' un principio base della Sharia nella
prospettiva di raggiungere la serenita', la stabilita' e la
sicurezza fra tutti i componenti della societa'.
9. Il rispetto dei valori divini e la formazione di una cultura
generazionale basata sulla fede in Dio Onnipotente, sulla
dignita' umana, sulla salubrita' dell'ambiente, e sull'inviolabilita'
delle societa', nonche' il rispetto del dialogo tra gli uomini:
sono questi gli elementi di base necessari per porre fine
ai fenomeni di violenza e terrorismo attualmente presenti
nella comunita' internazionale.
10. La Sharia indica nel bambino la radice della societa'
e la sua futura ricchezza. La famiglia e lo Stato hanno entrambi
il dovere di proteggerlo, di istruirlo e di avviarlo a condurre
una vita onerevole e produttiva. Gli stati islamici sono invitati
ad adeguarsi a questi principi, al fine di difendere i bambini
dalle tragedie cui essi sfortunatamente sono esposti in molte
parti del mondo.
11. L'islam ha assunto un atteggiamento equilibrato nei confronti
della donna. Ne garantisce la dignita', i diritti ereditari,
i diritti alla proprieta' ed all'istruzione. Riconosce il
suo ruolo nella promozione dei valori, ma senza privarla della
partecipazione alla vita pubblica, conformemente alle sue
doti specifiche fisiche ed intelletuali. La societa' moderna
ha trattato la donna in modo contraddittorio, destablizzando
sia la famiglia sia la societa'. Cio' e' stato compiuto costringendo
la donna ad entrare nei settori non confacenti alla sua natura,
e facendo di lei la prima vittima delle crisi e delle guerre.
L'islam offre delle soluzioni efficaci per far si che la donna
abbia il giusto ruolo nella societa' odierna e invita gli
stati islamici a prenderne atto.
12. L'islam denuncia categoricamente il terrorismo e la violenza
internazionale, che siano opera degli individui oppure degli
Stati. I suoi insegnamenti rifiutano il terrorismo ed esortono
a diffondere la giustizia, la pace e le virtu'che rendono
l'Uomo responsabile e rispettoso della vita umana. L'islam
lancia all'umanita' intera il suo appello affinche' vengano
evitate le ingiustizie, le aggressioni,i tentativi di opprimere
gli altri uomini e ogni comportamento capace di generare violenza
ed estremismo.
13. La Sharia invita tutti ad arricchire giorno dopo giorno
la propria vita spirituale, a sviluppare la propria posizione
e le proprie risorse economiche che portano benessere sia
a se stesso che alla societa'. Questo principio dello sviluppo
economico e sociale deve attuarsi in un contesto di cooperazione,
volto non soltanto ai singoli individui ma anche in campo
internazionale tra vari paesi. In tal modo il benessere e
la stabilita' potrebbero estendersi al mondo intero.
14. I partecipanti al Simposio sulla base dei documenti esaminati
e dello studio approfondito che ne e' seguito, hanno dichiarato
la loro convizione che l'islam con i suoi principi e i suoi
valori, puo' contribuire a rafforzare una convivenza internazionale
stabile, fondata sulla giustizia, sulla fiducia e sulla cooperazione;
che contribuisca a sanare certe ferrite morali e sociali causate
spesso da ignoranza e da egoismo; come quando il mondo islamico
viene purtroppo considerato solo quale una fonte di materie
prime e di manodopera a basso costo. Per questi motivi e'
dovere di tutti i Musulmani, Stati e popoli, applicare la
Sharia in tutti i settori della loro vita, utilizzando i mezzi
di informazione, per far conoscere correttamente l'islam su
larga scala, consolidando i rapporti con altri popoli e culture.
Queste azioni potranno eliminare le paure e i dubbi e rafforzare
il cammino dell'Umanita' verso la sicurezza, la collaborazione
e la realizzazione dei principi religiosi dell'islam.
Lega Musulmana Mondiale:
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