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Il
Sistema Giuridico e l'ordinamento giudiziario
L'Arabia Saudita dispone di un ordinamento giudiziario capillare.
L'impianto normativo è fondato sulla Shari'ah. Nel 1927,
Re Abdul Aziz ha posto le fondamenta dell'attuale sistema di
tribunali dettandone le relative basi procedurali. Una serie
di successivi decreti ha consentito all'apparato giudiziario
di corrispondere in modo sempre più adeguato alle esigenze
di un Paese in crescita.
Nel 1936 e 1952 sono stati emanati i Regolamenti di Procedura
Civile, nel 1955 sono state dettate le regole per la costituzione
della Commissione per i Ricorsi, mentre nel 1970 è stata
predisposta la formazione del Ministero della Giustizia.
Oggi l'ordinamento giudiziario è impiantato sui tribunali
della Shari'ah. I processi si svolgono nei Tribunali Generali,
o Tribunali di Primo Grado. Contro le decisioni di questi ultimi
è possibile il ricorso in Corte di Appello, e successivamente,
all'Alta Corte della Shari'ah.
Le dispute riguardanti l'inosservanza dei regolamenti amministrativi
sono di competenza della Commissione per i Ricorsi o dei tribunali
speciali, quali la Commissione Suprema degli Affari Sociali
per la Composizione delle Vertenze del Ministero del Lavoro,
o la Commissione per la Composizione delle Vertenze Commerciali
del Ministero del Commercio.
Contro le decisioni dei tribunali speciali può essere
presentato appello presso l'Ufficio del Re o del Principe Ereditario,
che trasmette la vertenza all'ufficio legale del Consiglio dei
Ministri. La decisione adottata da quest'ultimo organo, una
volta firmato dal Sovrano, diviene definitiva. |
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