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Re Abdul Aziz insieme a pochi uomini
riconquistò Riyadh, nel 1902, dando vita al moderno
stato dell'Arabia Saudita
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Un secolo di realizzazioni
Nei cento anni successivi alla riconquista di Riyahd da parte
del giovane Abdul Aziz Ibn Abdul Rahman Al-Saud avvenuta il
5 Shawwal 1319 del calendario lunare dell'Egira, corrispondente
al 16 gennaio 1902, l'Arabia Saudita ha vissuto profondi cambiamenti.
L'immediato risultato di questo storico evento fu che esso
permise ad Abdul Aziz di concentrare le sue illimitate energie
sull'unificazione del suo popolo - sforzo che infine condusse
alla formazione del moderno Regno dell'Arabia Saudita nel
1932. Con la creazione di una nazione-stato moderno basato
sui principi e sulle tradizioni Islamiche, egli introdusse
la pace e la stabilità - fattori essenziali allo sviluppo
e di cui la penisola araba era stata priva per un lungo periodo
- e grazie a cio' pose la sua nazione sulla strada della crescita
e della prosperità.
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La porta originaria della fortezza
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Nel secolo trascorso dallo storico evento che i Sauditi stanno
celebrando nell'anno in corso, il Regno si è trasformato.
Una società che era rimasta sostanzialmente immutata
per secoli, che era fondata su una rudimentale agricoltura
e un limitato commercio, è ora una vetrina per l'industria,
il commercio, l'agricoltura, l'istruzione, la sanità
e per altri campi dell'operato umano. Alla fine del XX secolo
l'Arabia Saudita si è sviluppata in una potenza economica
e politica con ampio credito sulla scena internazionale. E'
al diciannovesimo posto per potenziale economico al mondo
e riveste un ruolo politico cruciale nella regione e a livello
internazionale come forza sostenitrice della pace e della
cooperazione e come paese mediatore nelle crisi.
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La Moschea Imam Turki Ibn Abdullah
sita nel quartiere Qasr Al-Hokm di Riyahd
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Lo sviluppo del Regno è stato realizzato grazie ad
un continuo e calcolato processo in cui ogni fase è
stata meticolosamente pianificata ed attuata. Re Abdula Aziz
e i figli
che gli succedettero, Saud, Faisal, Khalid e il Custode delle
Due Sacre Mosche Re Fahd Ibn Abdul Aziz hanno seguito un semplice
editto: il popolo è la maggiore risorsa di una nazione
e il governo dovrà ad esso rendere disponibili tutti
quei servizi e quelle strutture necessarie a favorire il massimo
sviluppo del proprio potenziale.
Per mettere in pratica questa politica, l'Arabia Saudita
ha avuto bisogno di finanziamenti. Storicamente, le quote
versate dai pellegrini alla Sacra Moschea della Mecca e alla
Moschea del Profeta a Medina erano una delle fonti di introiti
piu' rilevanti per i regnanti dela Hijaz, la parte occidentale
dell'Arabia Saudita. Quando estese la propria protezione a
quest'area nel 1926, Re Abdul Aziz introdusse quello che per
il tempo significava un concetto nuovo: il Regno sarebbe stato
al servizio dei pellegrini e non avrebbe fatto ricorso ai
proventi derivanti dal pellegrinaggio per finanziare le spese
governative.
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Parti delle mura originarie che
un tempo circondavano Riyahd
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Fortunatamente negli anni successivi alla fondazione del
Regno, le esplorazioni portarono alla scoperta di ingenti
riserve di petrolio nella Provincia Orientale. Lo sfruttamento
di queste vaste riserve di idrocarburi forni' una continua
fonte di proventi che vennero impiegati per finanziare lo
sviluppo socio-economico del paese. Sin dall'inizio queste
riserve -un quarto delle riserve conosciute di petrolio al
mondo - sono state considerate dai programmatori economici
della nazione un motore che avrebbe alimentato la crescita
del settore economico non petrolifero che un giorno avrebbe
soppiantato l'industria petrolifera come principale generatore
di entrate. Per massimizzare i profitti derivanti dal settore
petrolifero, la Saudi Aramco, la compagnia petrolifera nazionale,
ha creato una rete di impianti di produzione, di raffinerie,
di oleodotti e strutture di trasporto e distribuzione. Ha
inoltre investito in operazioni downstream Stati Uniti, in
Europa e in Asia.
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Tecnici presso la Società
Elettronica Avanzata mentre assemblano componenti di
apparecchiature di telecomunicazioni
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L'insieme degli obiettivi della pianificazione dello sviluppo
saudita è stato teso ad assicurare la prosperità
e la crescita su scala nazionale e a fondare un'economia florida
che consentisse l'autosufficienza per un'ampia gamma di prodotti
e servizi. Questo ridurrebbe la dipendenza del Regno dalle
importazioni, e in ultima analisi condurrebbe all'esportazione
di prodotti finiti verso altri paesi.
Mentre si adottavano significative misure per la realizzazione
di questi obiettivi nei quattro decenni seguenti alla fondazione
del Regno, il ritmo dello sviluppo ha acquistato una velocità
superiore grazie all'introduzione di una serie di piani quinquennali
di sviluppo avviati nel 1970. Questi piani hanno introdotto
i concetti di coesione e prospettive a lungo termine. Come
una serie di blocchi edili, ogni piano è servito a
gettare le fondamenta per quelli futuri. I primi piani hanno
previsto la creazione di moderne infrastrutture, vitali per
la diversificazione e la privatizzazione nell'economia che
avrebbe dato incentivo a successivi piani di sviluppo negli
anni '80 e '90.
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All'interno della Fortezza di Masmak
(pozzo d'acqua)
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Per accelerare la crescita del settore privato, il governo
ha creato istituti specializzati per l'erogazione di prestiti
a lungo termine e senza interessi per aiutare le persone fisiche
e le compagnie a creare nuove strutture e ad espandere le
esistenti nei settori dell'industria, dell'agricoltura e del
commercio. Al 1997 tali fondi hanno reso disponbile un totale
di oltre 72,8 miliardi di dollari in prestiti al settore privato.
Come risultato di questi ed altri programmi, il Prodotto Interno
Lordo del Regno (PIL) si è accresciuto di sette volte
tra il 1970 e il 1997 fino a raggiungere i 544,82 miliardi
di riyal sauditi (145,28 miliardi di dollari americani). Nello
stesso periodo, la porzione occupata dal settore non petrolifero
nel PIL è cresciuta dal 41,1 al 65,2 %. Nel settore
non petrolifero, il settore privato ha coperto il 47,4% dell'intera
produzione economica del 1997, in confronto al 29,3% del 1970.
La realizzazione di tale crescita socio-economica e il suo
protrarsi fino al XXI secolo hanno richiesto l'impiego di
ingenti investimenti nel sistema scolastico nel paese. All'epoca
della creazione del Regno moderno avvenuta nel 1932, l'istruzione
non era accessibile a tutti ed era limitata alla formazione
individuale nelle scuole religiose con sede in aree urbane.
Oggi, l'accesso agli studi presso le otto università
del Regno, gli oltre 80 college e le 22.300 scuole è
libero e 4,5 milioni di Sauditi sono attualmente iscritti
presso questi istituti. Un avanzamento simile è stato
realizzato anche in altri campi. Mentre non vi era alcuna
struttura sanitaria moderna in Arabia Saudita nel 1932, si
contano attualmente 290 moderni ospedali e oltre 2.329 cliniche
mediche che offrono l'intera gamma dei servizi medici, dalle
cure preventive al trapianto di organi.
Nell'industria, il numero delle fabbriche è cresciuto
fino a raggiungere le 3.100 unità, dando occupazione
a circa 280.000 lavoratori. Questi stabilimenti confezionano
un'ampia varietà di beni di consumo ed industriali
destinati al mercato interno, ed esportano prodotti per il
valore di 23 miliardi di riyal (6,13 miliardi di dollari)
a 118 paesi ogni anno. La movimentazione di persone e prodotti
si svolge su una rete di oltre 44.100 miglia di autostrade
e strade asfaltate e diverse migliaia di miglia di strade
secondarie, aeroporti, porti marittimi e altre strutture destinate
al trasporto. Una delle priorità dei piani di sviluppo
è stata quella di rendere disponibili adequate riserve
di acqua per soddisfare la richiesta sempre piu' crescente
dei settori urbano, industriale ed agricolo. Sono stati create
complessivamente 184 dighe con una capacità di 773
milioni di m3 d'acqua e 33 impianti di desalinizzazione che
producono 1968,2 milioni di litri al giorno di acqua potabile.
Un beneficiario principale delle abbondanti riserve d'acqua
è stata l'agricoltura, che allo stato attuale produce
annualmente circa tre milioni di tonnellate di cereali, 2,59
milioni di tonnallate di verdure, 1,15 milioni di tonnellate
di frutta, 397.000 tonnellate di carni di pollame, 157.000
tonnellate di carne rossa e 816.000 tonnellate di prodotti
caseari. Contestualmente al progresso realizzato in questi
settori, l'Arabia Saudita è anche assurta a potenza
di grande influenza nelle questioni regionali ed internazionali.
La sua crescente importanza nelle relazioni internazionali
è in parte dovuta al suo status speciale di luogo di
nascita dell'Islam e sede dei due luoghi sacri all'Islam per
una comunità islamica che conta circa un miliardo di
persone. E' anche dovuta al governo stabile del Regno e alla
sua fiorente economia, come anche al modo responsabile con
cui ha condotto e conduce le proprie relazioni con i paesi
confinanti e con gli altri stati.
Guidato dai principi fatti propri dall'Islam e dal suo ricco
retaggio arabo, il Regno si è assunto con successo
la responsabilità crescente connessa al proprio status
speciale, promuovendo la cooperazione e la convivenza pacifica.
Esso è uno dei membri fondatori delle Nazioni Unite,
della Lega degli Stati Arabi, del Consiglio di Cooperazione
del Golfo, dell'Organizzazione della Conferenza Islamica e
di numerose altre organizzazioni regionali ed internazionali
dedite alla promozione della pace e della prosperità
nella regione e nel mondo.
Il Regno è intervenuto con successo come mediatore
in molte crisi, compresa la guerra civile in Libano, ed ha
rivestito un ruolo cardine nella risoluzione dei conflitti
in Bosnia-Herzegovina, in Afganistan ed in altre zone calde
disseminate nel paineta. Ha efficacemente sostenuto una soluzione
pacifica nei conflitti, tra cui la crisi Arabo-israeliana,
ed ha contribuito alla formazione di una coalizione internazionale
per porre fine all'occupazione irachena del Kuwait. Ha dato
pieno riassetto alle proprie risorse e manodopera per debellare
malattie e carestie, e per dare sollievo alle sofferenze delle
vittime di disastri naturali o causati dall'uomo nel mondo.
Ha elargito oltre 70 miliardi di dollari di aiuti per promuovere
lo sviluppo in altri paesi.
Guardando indietro al secolo che è trascorso dalla
riconquista di Riyahd da parte di Re Abdul Aziz, i Sauditi
hanno molto di cui andar fieri e molto da attendersi nel futuro.
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