Attraverso i secoli

 Introduzione storica
 Manoscritti
 Rotte Commerciali
 Arabisti e Università


L'Italia e l'Arabia Saudita attraverso i secoli

Prof. V. Strika

Introduzione storica
L'Italia e' il punto di partenza della civilta' occidentale mentre l'Arabia e' il paese da cui comincio' la meravigliosa strada dell'islam che lo porto' a diventare una civilta' mondiale, dall'Oceano Atlantico all'Asia Centrale e all'India. L'Arabia Saudita fu unificata dalla casata degli Al Saud.

Anche se tali somiglianze non vanno troppo accentuate, nondimeno esse esistono.

Le relazioni tra i due paesi sono state ineguali nel tempo. Nei secoli piu'antichi la Penisola Araba era una delle rotte prinicipali tra l'Europa e il Medio Oriente. Cosi' grande era la sua importanza che L'impero Romano fece dei tentativi per conquistarla o almeno per conquistare la cosidetta Arabia Felix che comprendeva l'attuale Yemen e una parte della pianura costiera chiamata Tihama. Ma la spedizione, mal equipaggiata, condotta da Elio Gallo fu fermata nel 24 A.C. a sud di Negrana, probabilmente l'attuale Najran. Piu' tardi, una volta entrati nell'ambito dei territori musulmani, la Sicilia divenne uno dei ponti principali tra l'Europa del Sud e la civilta' Islamica, la cui influenza fu cosi' grande che l'isola divenne la culla per lo sviluppo della cultura italiana, la piu' importante dell'Occidente medievale. Tuttavia durante il medioevo e le relazioni avevano carattere principalmente commerciale a causa delle attivita' di Venezia, Genova, Pisa ed Amalfi, che erano a quel tempo i canali attaverso i quali gli stati europei piu' avanzati potevano entrare in contatto con l'Islam. E' ancora un periodo da esplorare: gli archivi della citta' appena menzionate potrebbero dare un notevole contributo anche alla storia della penisola arabica e dei suoi centri commerciali nel Mar Rosso in particolare. Basti dire che Venezia brigava con gli Ottomani per scavare il Canale di Suez dopo che i Portoghesi avevano scoperto la nuova rotta per le Indie danneggiando cosi' gravemente il commercio del Meditteraneo. Il piano non ebbe successo perche' gli Ottomani temevano che le flotte cristiane potessero interferire con il pellegrinaggio a Makkah. Venezia fu la prima citta' a vedere la Stampa del Sacro Corano e avevano probabilmente corsi regolari d'arabo, del resto gia' insegnato nelle piu' vecchie universita' europee e cioe' Bologna e Padova. La medicina, la scienza e la filosofia arabe erano considerate una fonte di sapere normale da mettersi vicino a quella classica.

Manoscritti
Il famoso al Hawi di al Razi fu stampato piu' volte fino al XVI secolo. Non e' un caso che molti termini italiani siano di origine araba e che al Idrisi abbia scritto la sua monumentale opera, ora pubblicata dall'Istituto Orientale di Napoli, sotto il patronato di un re cristiano, Ruggero II di Sicilia. E' del resto noto come le arti islamiche abbiano influenzato sia l'Italia del Sud che Firenze e Venezia: molti musei , istituzioni e chiese italiane conservano importanti esempi dell'arte musulmana. Non c'e' da stupirsi dunque che l'Italia sia il paese con il piu' grande numero di manoscritti arabi. Secondo Huisman e altri studiosi ce ne sono circa 7000 , ma il loro numero potrebbe crescere con la ricerca in chiese ed istituzioni meno importanti.


Rotte commerciali
L'emergere dellle nuove rotte commerciali alla fine del XV secolo ebbe come risultato lo sviluppo economico del Portogallo, della Spagna, dell'Olanda ed infine dell'Inghilterra e della Francia. La nuova situazione geopolitica danneggio' lo sviluppo economico dell'Italia ma non la sua cultura dato che il XVI secolo e' di solito considerato l'era d'oro della civilta' italiana. Il bisogno di una piu' approfondita conoscenza di altri paesi e continenti che e' tipica dell'epoca, porto' ai viaggi di Ludovico de Varthema, primo europeo a visitare Makkah nel 1503. Il suo racconto e' considerato il migliore prima dei viaggiatori del XIX secolo. La spedizione di Ibrahim Pasha in Arabia ebbe un altro testimone, Giovanni Finati, che si converti' all'Islam e prese il nome di Muhammad.

Un altro importante contributo e' il libro di Carlo Guarmani il cui interesse principale era l'acquisto di cavalli per l'imperatore francese Napoleone III. I libri di tutti questi viaggiatori furono tradotti nelle piu' importanti lingue europee e i Viaggi di Varthema divennero presto un best seller e furono stampati due volte a Roma e tre volte a Venezia.


Arabisti e Universita'
Con l'unita' d'Italia del 1861 comincio' un nuovo periodo. Una nuova scuola di arabisti comincio' a lavorare inizialmente in Sicilia, la cui storia fu esplorata da Michele Amari, seguito da studiosi quali Leone Caetani, Ignazio Guidi, suo figlio Michelangelo Guidi, David Santillana, Carlo Alberto Nallino, Giorgio Levi della Vida, Francesco Gabrieli per non menzionarne che pochi.

Con l'interesse per il mondo arabo apparvero le prime grammatiche di arabo. Menzioneremo soltanto quelle scritte dai De Matteo, B. Cattan, G. Gabrieli ( padre del piu' famoso Francesco Gabrieli) ed infine L. Veccia Vaglieri, la cui grammatica e' ancora usata nelle universita' italiane. Ci sono tre universita' principali in Italia con insegnamento di arabo e altre discipline orientali e islamiche: l'Istituto Universitario Orientale di Napoli, l'universita' La Sapienza di Roma e l'Universita' Ca' Foscari di Venezia. Il caso di Napoli e' molto interessante dato che gli studi orientali ebbero inizio nel XVIII secolo come "Collegio Cinese" destinato alla preparazione dei missionari in Cina. Piu' tardi il Collegio divenne prima Istituto Orientale e successivamente universita', dove attualmente si studiano quasi tutte le lingue orientali ed africane. L'universita' ha quattro facolta': Lettere, Lingue Straniere, Scienze Politiche e una scuola di studi islamici che e' la piu' alta istituzione italiana finalizzata alla ricerca e allo studio nel campo dell'arabistica e dell'Islamistica. Complessivamente vi erano quatto cattedre di Lingua e Letteratura araba e una trentina di Storia Islamica, Religione, Civilta', ecc. L'universita' pubblica rinomate riviste quadrimestrali, come gli Annali dell'Istituto Universitario Orientale, oltre a libri e ricerche sull'Islam e la sua civilta'. In questa universita' hanno insegnato gli eminenti arabisti M.Lettieri (1804 - 1848) e L.Buonazia (1886 - 1967) e, piu' tardi C.A. Nallino e G.Levi della Vida.

Gli iniziatori degli studi islamici a Roma furono Schiapparelli (1841 - 1919), un discepolo di M.Amari a Firenze, che tenne la cattedra di lingua e letteratura araba dal 1875 al 1916, seguito poi da Michelangelo Guidi (1886 - 1946), figlio di Ignazio Guidi (1844 - 1935), che fu professore ordinario di Semitica, cattedra in seguito occupata da Levi della Vida, mentre Nallino divenne professore ordinario di Storia ed istituzioni Islamiche.
L'Universita' di Roma pubblica la Rivista degli Studi Orientali e altre pubblicazioni sull'Islam. Attualmente ci sono tre universita' statali a Roma e una, l'Universita' di Tor Vergata, ha in progetto il miglioramento degli studi orientali.

Il terzo centro di studi orientali in Italia e' a Venezia, una citta' notoriamente legata al mondo arabo. L'arabo era insegnato alla Facolta' di Economia. Dopo la Seconda Guerra Mondiale e' stata aggiunta una Facolta' di Lingue e Letterature Straniere con dipartimenti di Studi orientali comprendenti insegnamenti di arabistica ed islamistica. L'Universita' di Venezia pubblica i Quaderni di studi Arabi. Una menzione speciale merita l'Universita' di Palermo, dato che il patrimonio islamico dell'Isola ha attrato studiosi del calibro di R. Gregorio, M. Amari e U. Rizzitano. Giova comunque aggiungere che l'arabo e' insegnato in altre universita': Bologna, Cagliari e Sassari, a volte assieme ed altre discipline islamiche.

Accanto alle universita', altri istituti meritano certamente d'essere menzionati. L'Istituto per l'Oriente di Roma, fondato nel 1921, pubblica il periodico Oriente Moderno che era considerato dal grande storico inglese Toynbee la fonte piu' importante per la storia del Medio Oriente moderno ed era considerato negli Stati Uniti " indispensabile per tutti coloro che si dedicano alla storia del Medio Oriente". L'Italia ha la sua associazione di arabisti, il cui numero raggiunge attualmente le 80 unita', ordinari e ricercatori inclusi, mentre il numero degli studenti che seguono corsi d'arabo e' di circa 400.


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